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Dentro e Fuori: le semplificazioni più pericolose

I social ci permettono una soluzione molto economica, e potremmo azzardare persino più veritiera, in merito al sentire e pensare dell'utilizzatore medio, ovvero del cittadino medio, rispetto ai noti sondaggi.

Certo, si tratta di commenti "di pancia" si potrebbe dire, ma non per questo non rappresentano una fetta, reale, della cultura italiana. Mi riferisco, in particolar modo, a posts che si orientano su una diade che da un lato pone tutti i nemici, e dall'altro tutti gli amici.


Ci sono vendette di ogni genere, descritte con il gusto sadico di chi si eccita a scrivere che vorrebbe fossero castrati i pedofili attraverso amputazioni senza anestesia e strumenti arrugginiti; di chi scrive che gli assassini andrebbero lasciati in mano ai familiari della vittima a porte chiuse, arrogandosi il diritto presuntuoso di conoscere i loro comportamenti; il giudicare sempre insufficiente qualsiasi condanna stabilita dai nostri tribunali. Una specie di gara alla violenza, al giudizio, un climax di odio di cui ci si sente orgogliosi.

Dal lato opposto, invece, ci sono gli elogi estatici di madri, donne, padri, compagni di vita, in occasione delle ricorrenze dedicate a loro; ricordi dei cari defunti con foto e commenti struggenti; foto di figli, nipoti e parenti più o meno prossimi corredate da dichiarazioni di amore senza limiti; oppure pubblicazioni al mondo di attimi di vita privata, come messaggi del proprio partner o cene di famiglia. Una recita dell'amore con la A maiuscola, quello della pubblicità Mulino Bianco, in cui il fingere l'assenza di dubbi, di risentimenti, di assenze diventa il valore aggiunto dei propri legami, visti esclusivamente come indissolubili.

Un così marcato ed evidente bipolarismo, mi pare drammatico nel momento in cui ci si accorge che quello che ne emerge è una capacità di leggere il mondo binaria. Fuori ci sono tutti i nemici, a cui vanno fatte torture peggiori dei loro crimini, così da essere ben certi di non rischiare di avere le idee un po' confuse da un confronto con la complessità delle sfumature dell'esistente. I nemici sono, ed è importante che restino, il Cattivo assoluto: non c'è tempo per una riflessione sulle cause, il contesto, le relazioni che hanno portato a quel gesto. Dentro, invece, ci sono tutte le idealizzazioni della super-famiglia, prive di qualsiasi contatto con la vera umanità di queste persone, che forse non si sentono realizzate dall'avere un figlio, o un partner modello, forse non dedicano la loro intera vita ad un amore incondizionato che li priva di personalità, ma devono essere descritti così, altrimenti la nettissima distanza dal gruppo precedente sarebbe troppo labile.

Un dentro-fuori feroce e che non lascia scampo a nessuno, tanto che proponiamo di modificare le leggi per uccidere chi viola la nostra proprietà privata. Perché è chiaro che per due insiemi che non devono avvicinarsi mai serve un confine marcatissimo e violento.

E questo è un sentire tanto comune da essere già stato strumentalizzato e coltivato dalla politica come dal marketing.

Pensiamo al confronto con l'immigrazione che propone l'estrema destra: una invasione di popoli stranieri, la cui cultura e religione sono nemiche, e in relazione alla quale l'unica nostra fonte di sopravvivenza è rimarcare la nostra origine. Non c'è nell'Altro-diverso la possibilità di conoscere e di arricchirsi; anzi la diversità costituisce, in quanto tale, il pericolo.


Quello del dentro-fuori è un concetto tanto primitivo e falso che può essere adattato a qualsiasi grandezza di insieme, per cui anche tifare per una squadra di calcio differente dalla propria, oppure provenire da un'altra regione di Italia può significare essere nemici, come uno dei candidati a sindaco di Roma asserisce nei suoi manifesti elettorali.

Quello che resta è una capacità di vedere il mondo impoverita dal cercare di far confluire tutto entro l'unico schema di amico-nemico, dentro-fuori, in cui sono pochi i comportamenti concessi: difendere ciò che è dentro, dichiararsi pubblicamente distante da chi è fuori, diffidare da quello che non è conosciuto

 

Crediti e bibliografia

Filmato: intervista a Matteo Salvini, Fanpage, Video

Foto: manifesto elettorale, Roma, maggio 2016

Teoria: Carli R., Paniccia R.M., Analisi della Domanda. Teoria e tecnica dell'intervento in psicologia clinica

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